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ATTENZIONE: SONO ALLA RICERCA DI FIGLI O PARENTI DI UN CERTO GIORGIO PASTORI NATO A VENEZIA ATTORNO AGLI ANNI '20, FIGLIO DI EMILIO E VIRGINIA ROSSI. CHIUNQUE ABBIA NOTIZIE MI CONTATTI. GRAZIE ANDREA PASINI

Sito dedicato alle famiglie PASTORI

Il cognome Pastori deriva sicuramente da Pastore ed è molto diffuso sia al sud che al nord, Pastorelli sembra tipico del centro nord, ma con un possibile ceppo nel Salento, derivano entrambi da soprannomi legati al mestiere di pastore. Nell’Almanacco per le provincie venete, edito nel 1842, troviamo menzionato un certo Giuseppe, sotto ispettore nella guardia di finanza di Venezia, Lorenzo, architetto a Venezia e Pietro, Medico a Venezia e Amministratore della casa d’industria e ricovero a Treviso.

A Venezia, nei registri anagrafici del 1805 presso l’archivio della Celestia, oltre alla famiglia sottoscritta ne troviamo un’altra con lo stesso cognome, abitante a Castello, San Severo 4247, dove il capofamiglia di 57 anni si chiama Isidoro (di Giacomo), la moglie di 47 anni Giuseppa (di Domenico) e quattro figli, Giovanni, Vincenzo, Pietro e Tommaso, che nel 1805 avevano rispettivamente di 23, 16, 12 e 5 anni. Presso l’archivio parrocchiale di San Luca, a Venezia, nel registro dei morti è scritto di un certo Pastori Giuseppe di Francesco, nato attorno al 1809 e morto il 9 giugno 1813, alla tenera età di 4 anni,...”dopo sette giorni di decubito finì di vivere quest’oggi alle ore 2 pomeridiane”.


Nel libro “Famiglie e Cognomi veneti e friulani” vol. 2 di Giovanni Dolcetti, troviamo le seguenti informazioni:


PASTORI

Nel 1664 il rev. Don Zeno Pastori chiama parto di eruditissima penna un’opera sacra dell’abate don Cherubino Lazzaroni di Venezia. Ventidue anni dopo Caterina Pastori, veniva ricordata in una iscrizione sepolcrale nella chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo.

Poco distante vi è quella di S. Lorenzo.

Nella notte del 21 dicembre 1696 un vento fortissimo rovesciò un muro, che fu rifatto con l’assistenza di Antonio Pastori proto della chiesa e del monastero di S. Lorenzo.

Confinanti erano i fratelli Pastori. Nelle lor case, situate dalla parte di Sant’Antonino, essi avevano costruito un pozzo di forma diversa dal consueto: cioè senza cassoni, nè bande di creta, e l’acqua, per quanta ne fosse estratta, non mancava mai. Forse tale costruzione sarà stata una trovata del celebre ed oggidì sconosciuto costruttore di pozzi Lorenzo Pastori.

Nella seconda metà del secolo XVIII egli costruì e riparò un numero ragguardevole di pozzi pubblici e privati in palazzo ducale, a Poveglia, a Murano ed in altri luoghi.

Un altro ramo dei Pastori era fonditore di bronzi e specialmente di oggetti adatti alle varie imbarcazioni di grossa e media portata.

Le case e la fonderia di questa gente industriale, erano sulla fondamenta delle Eremite a S. Trovaso, di fronte alla trattoria Montin.

La famiglia Pastori era imparentata con quella di Daniele Manin. Di altri Pastori si trova menzione nel Duomo di Ferrara nel 1780, ed in questi tempi a Padova, Vicenza e nel Friuli.